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altraprospettiva.ilcannocchiale.it

"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Diario
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11 luglio 2010

Chiudo. Per ferie, ma non solo.

A quasi un mese dalla pubblicazione dell'ultimo post, prendo atto che per Altraprospettiva è arrivato il momento di andare in ferie.
Stanco dell'eterno ritorno dell'uguale del quale scrivo da due anni, ed in ansia per non poter più parlare un domani - non appena sarà approvata la legge-bavaglio - delle mie tutto sommato innocenti considerazioni (non credo, per inciso, che Altaprospettiva possa competere con il Giornale di Feltri o con l'impero Mediaset), gioco allora d'anticipo e vado "in vacanza", dedicandomi per ora ad altro. E pazienza se, in questo modo, faccio soltanto il "loro" gioco.
Un sincero ringraziamento a chi, in questi due anni, ha avuto il piacere di passare da questo blog (per ben 30 mila volte! ...e chi se lo aspettava?!?), per leggere i miei contributi ed aggiungervi le proprie preziose considerazioni.
In attesa di una nuova ispirazione, e soprattutto di una nuova, altra prospettiva, auguro per il momento a tutti una buona estate.

Alberto M.


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permalink | inviato da amblog il 11/7/2010 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

19 giugno 2010

Time goes by...

Potrei parlare della legge sulle intercettazioni e dei passi indietro di maggioranza e governo, spaventati dalla possibilità di una bocciatura della Consulta; oppure potrei parlare del ministro appena nominato, le cui funzioni non si capisce in cosa differiscano da quelle di Bossi; in ultimo, potrei anche riflettere sul nuovo attacco alla Costituzione e all'art. 41, piovuto dal cielo ed ancora non si sa con quali ambizioni (con molte probabilità, semplicemente distogliere l'attenzione dalle attività già avviate - manovra finanziaria e legge bavaglio prima di tutto; o, ancora, aggiungere un nuovo contributo a quella perdita di credibilità che, settimana dopo settimana, si cerca di infliggere alla Costituzione).
Potrei fare tutto questo, ma non lo faccio. E sapete perchè? Perchè, una volta tanto, non ho tempo per stare dietro a tutte le loro assurdità.

AM

9 giugno 2010

Al suo segnale, scatenate l'inferno

"Un inferno governare rispettandola", ha detto stamattina il Premier riferendosi alla Costituzione.
Dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta, ci aveva del resto
avvisato che sarebbe sceso lui stesso in campo, a parlare direttamente al suo pubblico - pardon, al suo popolo - pardon, agli italiani.
E allora, prepariamoci a vederlo d'ora in poi a tutte le assemblee di categoria: ieri è toccato agli artigiani, oggi agli albergatori, domani chissà. Poi arriverà anche il turno delle televisioni, meccanismo già rodato nei periodi elettorali: aspettiamo dunque un suo intervento nei telegiornali - ma anche all'iterno dei programmi d'approfondimento e delle trasmissioni di mattina e pomeriggio - dei giorni a venire:
bello, sorridente, ironico, ma anche incazzato nero e pronto a tirare la stoccata quando si tratterà di attaccare i giudici "catto-comunisti" (il prossimo baluardo del cristianesimo in Italia sarà il "catto-leghismo"? e la Chiesa, cosa aspetta a farsi sentire? mah...); pronto ad inveire, quando arriverà il momento di attaccare genericamente "giornali" e "televisioni"  (come se a parlare non fosse il primo editore d'Italia); spudorato nel recitare la parte del difensore a spada tratta di una privacy non meglio definita, a discapito di trasparenza, legalità, ragion di Stato.
Ogni sua frase sarà una freccia avvelenata, che punterà prima a solleticare la simpatia di imprenditori e partite iva, poi a circuire gli spettatori televisivi (zoccolo duro del suo elettorato), poi a raggirare e ad annichilire l'opposizione.
A noi altri, non rimane che sperare che questi tre anni passino in fretta. Davvero in fretta.

AM

30 maggio 2010

I "discorsi" del premier

A qualche giorno di distanza dalla sua esternazione, rileggo la frase del Premier, e ancora non ne capisco bene il senso.
"Cito una frase di colui che era considerato come un grande dittatore e cioè Benito Mussolini".
Un aspetto sul quale non ci si è per nulla soffermati è in particolare la valenza, positiva o negativa, del passaggio "colui che era considerato come un grande dittatore".
Ne traggo due conclusioni: la prima è che il Premier non sembra condividere il ruolo di dittatore che la storia ha attribuito a Mussolini. Ma questa, non è cosa nuova (nè è cosa nuova l'utilizzo di riferimenti al Fascismo in contesti internazionali: ricordiamo ancora tutti la battuta sul kapò).
Soprattutto, però, il Presidente sembra rifiutare la valenza negativa che ad una figura simile - quella di dittatore - non può invece non essere riconosciuta: quel "grande dittatore" è troppo ambigua come definizione, il modo in cui è stata utilizzata ha la stessa accezione di "grande condottiero" o di "grande statista". Ed anche questa, come la precedente, è una rivelazione che - sotto sotto - non è che mi sorprenda più di tanto.

AM

PS. Non è casuale, dal mio punto di vista, che questa esternazione sia arrivata nella settimana successiva al lancio dei "discorsi del Duce" sul giornale amico Libero. E non sorprendiamoci se, come accaduto ieri sera a Roma, ancora una volta un ragazzo è stato mandato in ospedale perchè omosessuale.


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permalink | inviato da amblog il 30/5/2010 alle 12:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

22 maggio 2010

I "discorsi" di chi?

Sorprende vedere in tv, un sabato mattina, la pubblicità del quotidiano Libero intenta a promuovere la nuova iniziativa del giornale di Belpietro, "I discorsi del Duce".
Ovviamente, la conseguente domanda - spontanea, per uno appena sveglio - non può che essere: ma questa non è apologia? in fondo quel "i discorsi del Duce" sta per "i discorsi di Benito Mussolini", con tanto di applausi ed acclamazioni oggi poco credibili (per la post-produzione, all'epoca, non si disponeva di grandi supporti...).
La risposta, a mente un pò più lucida, è però stata: ma anche no, sulla carta potrebbe pure trattarsi un documento "storico" (per quanto
possa essere attendibile e neutrale un contributo sull'argomento da parte di Libero).
Il problema però si ripropone all'ora di pranzo, quando al TgR Lazio viene annunciata l'avvenuta perquisizione, da parte dei carabinieri, della "palestra sociale" romana dell'organizzazione Militia, movimento di estrema destra, noto per le sue "attività dimostrative" e per i messaggi lasciati sui muri della città (per una cronaca più dettagliata, si rimanda al seguente link).
Ora, se consideriamo che Militia va ad aggiungersi ad altre organizzazioni come Forza nuova e Casa Pound (anche queste celebri per le loro attività "dimostrative"), tutte espressione dei diversi movimenti di estrema destra che in questi anni tendono purtroppo a diffondersi in maniera preoccupante nella città di Roma, può allora l'iniziativa del quotidiano Libero ritenersi un semplice ed innocente "documento storico"?
Prima di rispondere, non dimentichiamo di  trovarci in un periodo in cui le suonerie sui cellulari di Faccetta Nera, le applicazioni iPod inneggianti al Ventennio ed i gruppi su Facebook osannanti al Regime tendono a diffondersi in maniera preoccupante.

AM

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