.
Annunci online

 
altraprospettiva 
Pagina di attualità, informazione, approfondimento
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  biblioceca
paoloborrello
bolledaorbi
campidogliopulito
diario_estemporaneo
dirittodiresistenza
discutendoinsieme
eldas
eugualemcalquadrato
ilpresenteelamemoria
ilrompiscatole
kerub
lettereitaliane
liberissimo
makia
occheiorabasta
peppeilmas
riot
rory
valigetta
zibaldone2
agoravox
giornalettismo
ladanzadiaska
lamianotizia
albertolupi
attentialcane
democraticoebasta
kalix
malatemporacurrunt
oranges
rip
sabatotrippa
serenacolonna
sferapubblica
  cerca

altraprospettiva.ilcannocchiale.it

"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

diario | Agosto - Dicembre 2008 | Gennaio 2009 | Febbraio 2009 | Marzo 2009 | Aprile 2009 | Maggio 2009 | Giugno 2009 | Luglio 2009 | Agosto 2009 | Settembre 2009 | Ottobre 2009 | Novembre 2009 | Dicembre 2009 | Gennaio 2010 | Febbraio 2010 | Marzo 2010 | Aprile 2010 | Maggio 2010 | Giugno 2010 | Luglio 2010 |
 
Diario
1visite.

22 maggio 2010

I "discorsi" di chi?

Sorprende vedere in tv, un sabato mattina, la pubblicità del quotidiano Libero intenta a promuovere la nuova iniziativa del giornale di Belpietro, "I discorsi del Duce".
Ovviamente, la conseguente domanda - spontanea, per uno appena sveglio - non può che essere: ma questa non è apologia? in fondo quel "i discorsi del Duce" sta per "i discorsi di Benito Mussolini", con tanto di applausi ed acclamazioni oggi poco credibili (per la post-produzione, all'epoca, non si disponeva di grandi supporti...).
La risposta, a mente un pò più lucida, è però stata: ma anche no, sulla carta potrebbe pure trattarsi un documento "storico" (per quanto
possa essere attendibile e neutrale un contributo sull'argomento da parte di Libero).
Il problema però si ripropone all'ora di pranzo, quando al TgR Lazio viene annunciata l'avvenuta perquisizione, da parte dei carabinieri, della "palestra sociale" romana dell'organizzazione Militia, movimento di estrema destra, noto per le sue "attività dimostrative" e per i messaggi lasciati sui muri della città (per una cronaca più dettagliata, si rimanda al seguente link).
Ora, se consideriamo che Militia va ad aggiungersi ad altre organizzazioni come Forza nuova e Casa Pound (anche queste celebri per le loro attività "dimostrative"), tutte espressione dei diversi movimenti di estrema destra che in questi anni tendono purtroppo a diffondersi in maniera preoccupante nella città di Roma, può allora l'iniziativa del quotidiano Libero ritenersi un semplice ed innocente "documento storico"?
Prima di rispondere, non dimentichiamo di  trovarci in un periodo in cui le suonerie sui cellulari di Faccetta Nera, le applicazioni iPod inneggianti al Ventennio ed i gruppi su Facebook osannanti al Regime tendono a diffondersi in maniera preoccupante.

AM

10 febbraio 2010

Rai: cala il sipario

Dal 28 febbraio al 28 marzo, cioè fino alle elezioni, non potranno andare in onda le più popolari trasmissioni di approfondimento così come le conosciamo. Probabilmente salteranno: da Porta a porta a Ballarò, da Annozero a In mezz’ora. Lo ha deciso ieri la commissione di Vigilanza Rai che ha votato il regolamento della par condicio. La norma è stata varata dal centrodestra col voto del relatore Marco Beltrandi, radicale eletto nelle liste Pd. Netta l’opposizione del Partito democratico che ha abbandonato i lavori. La norma di fatto assimila alle regole della comunicazione politica anche le trasmissioni politiche. È la prima volta che una simile disposizione viene varata.
[Par condicio, stretta sui talk show politici, 10 febbraio 2010, fonte: Corriere.it]

Con la decisione di ieri, la tv di stato è praticamente stata consacrata in una televisione di partito. E non tanto perchè Floris e Vespa, Santoro o Paragone (nomi citati non a caso, ma con l'intenzione di dimostrare  la natura bipartisan delle trasmissioni intressate) non andranno probabilmente più in onda (o per lo meno, non nel loro formato tradizionale), quanto soprattutto per le ragioni che seguonno.
Innanzitutto viene infatti tolta ai conduttori Rai - e di conseguenza al pubblico televisivo - la possibilità di partecipare a quel dibattito che, per quanto border-line, dava effettivamente l'idea delle persone e dei programmi che si è chiamati a votare. Ora invece bisognerà accettare i monologhi di ognuno dei  candidati, senza alcuna possibilità di smascherare le menzogne e la faziosità degli stessi grazie all'intervento di un avversario politico o di un giornalista realmente intenzionato a mettere in difficoltà l'intervistato.
Nel frattempo, mentre in Rai si assiste a questo regresso, le tv private potranno comunque continuare a realizzare le proprie trasmissioni. Il che significa avere talk-show politici guidati dai vari Giordano, Belpietro, Fede, Mimun, Brachino, ai quali spetterà l'ingrato compito di far rispettare le famigerate regole dela comunicazione politica....
Quanto all'obiezione che anche una La7 ed i suoi Lerner e Telese potranno avvalersi degli stessi strumenti, bilanciando così di fatto la situazione, la risposta è semplice: davvero vogliamo far credere che, nell'informazione nazionale, una La7 abbia lo stesso peso di Mediaset?

AM

PS. Per la cronaca: a partire dal mese di gennaio, anche Radio 2 si è vista privare, dai nuovi vertici della rete, dei propri storici programmi di approfondimento. La motivazione? se qualcuno vuole un certo genere di programmi, li vada a cercare altrove.

7 ottobre 2009

Come Mattino Cinque risolve il problema del contraddittorio

In più occasioni Altraprospettiva ha messo in discussione Mattino Cinque, programma popolare dell'ammiraglia Mediaset, e la sua discutibile gestione degli ospiti con i quali affrontare tematiche afferenti alla sfera politica. In particolare, a venire segnalata è stata spesso la totale mancanza di una figura che, in aggiunta al direttore Liguori (o, in alternativa, all'editorialista Belpietro), riuscisse a interagire in maniera credibile con l'esponente del governo di turno.
Oggi tuttavia è arrivato un nuovo segnale dal programma in esame, un segnale forte: in aggiunta infatti al Sottosegretario di Stato per la giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, in studio a discutere con Liguori dell'infuocato operato della Corte costituzionale (chiamata ad esprimersi sulla legittimità del Lodo Alfano), vi era anche Sandro Sallusti, vicedirettore del Giornale e grande amico di Vittorio Feltri: in altre parole, un contraddittorio che avrebbe semmai potuto opporsi a sottosegetario e conduttore con delle argomentazioni ancora più a favore del provvedimento in questione, rispetto a quanto già emerso dalle parole del duo Liguori-Casellati. Un modo palese, questo, di rafforzare le posizioni del Presidente del Consiglio agli occhi degli spettatori poco informati sulla questione, tanto nel caso in cui la legge venisse accolta favorevolmente (eventualità in cui risulterebbe sempre più immacolata la serietà e l'onestà del premier), quanto nel caso in cui la Consulta invece respingesse il Lodo Alfano (e in questa ipotesi a pagare le conseguenze dalla cattiva informazione sarebbe tutto ciò che sembra voler intralciare, in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo possibile, l'impeccabile operato del governo).
Quando riuscirà il Garante per le comunicazioni ad intervenire su quest'emergenza, dando effettivamente prova di una sua utilità?
 
AM

sfoglia
aprile        giugno