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altraprospettiva.ilcannocchiale.it

"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Diario
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19 giugno 2010

Time goes by...

Potrei parlare della legge sulle intercettazioni e dei passi indietro di maggioranza e governo, spaventati dalla possibilità di una bocciatura della Consulta; oppure potrei parlare del ministro appena nominato, le cui funzioni non si capisce in cosa differiscano da quelle di Bossi; in ultimo, potrei anche riflettere sul nuovo attacco alla Costituzione e all'art. 41, piovuto dal cielo ed ancora non si sa con quali ambizioni (con molte probabilità, semplicemente distogliere l'attenzione dalle attività già avviate - manovra finanziaria e legge bavaglio prima di tutto; o, ancora, aggiungere un nuovo contributo a quella perdita di credibilità che, settimana dopo settimana, si cerca di infliggere alla Costituzione).
Potrei fare tutto questo, ma non lo faccio. E sapete perchè? Perchè, una volta tanto, non ho tempo per stare dietro a tutte le loro assurdità.

AM

24 aprile 2010

Dal ventennio al trentennio, il passo è breve...

Si vocifera in questi giorni che, non avendo digerito lo strappo di Fini e non volendo correre alcun rischio, i leader di Pdl e Lega inizino ad essere allettati dallo sciglimento delle Camere: una strada che consentirebbe, in caso di rielezione, di riprendere a governare senza alcun disturbatore tra le proprie fila.
Temiamo purtroppo che una simile possibilità rappresenti al momento molto più di una ipotesi, e non solo perchè tanto Bossi quanto Berlusconi hanno interesse a liberarsi di tutti gli intoppi fuori programma che  potrebbero incontrare d'ora in avanti (in aggiunta a quelli che già la discutibilità delle loro ambizioni rende inevitabili).
In particolare, soprattutto il leader del Pdl potrebbe voler sfruttare una simile possibilità, e per differenti ragioni
.
Ammesso infatti che la legislatura riesca a termine regolarmente il proprio mandato, sono comunque "solo" tre gli anni che consentiranno a Berlusconi di sfuggire ai processi in ballo.
Successivamente, nessuno sa quale piega potrebbero assumere gli eventi, non essendoci al momento nessuna garanzia nè sulla riforma della giustizia invocata dal premier, nè su una rielezione dello stesso a capo del governo - o tantomeno, con l'aria che tira, a presidente della Repubblica.
Ecco perchè l'ipotesi di un Berlusconi V diventa allora allettante: estendere da tre a cinque altri anni l'immunità (o per lo meno le agevolazioni) che gli incarichi istituzionali concedono, significherebbe trarre il massimo vantaggio dall'attuale emergenza.
Una eventualità ovviamente allarmante per l'intero Paese, quella prospettata, davanti alla quale non resta forse che auspicarsi una sola soluzione, se realmente si vuole evitare che il ventennio berlusconiano si trasformi in un temibile trentennio: la realizzazione di un nuovo Cnl, di una coalizione quanto più ampia possibile che si opponga al duopolio Lega-Pdl e che permetta di dare vita a un governo tecnico, fermo nel perseguire quanto meno il superamento dell'emergenza attuale e la risoluzione dei problemi più urgenti. Per poi magari sciogliersi dopo aver raggiungiunto gli obiettivi prefissati, lasciando spazio alla ripresa di una dialettica politica ripulita da quanto avvenuto in questi ultimi anni.

Un'ipotesi disperata quanto poetica ed affascinante, per mettere realmente alla prova la tempra di un Paese ormai del tutto sgangherato. Un'ipotesi però forse anche troppo ambiziosa, per un elettorato pesantemente corrotto e turbato da uno scenario politico oramai insostenibile.

AM

19 agosto 2009

Gocce d'estate, in salsa verde

"Secondo me - ha spiegato - lo studio del dialetto deve essere obbligatorio". [...] Bossi ha quindi spiegato che, a suo avviso, il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari per renderlo piacevole: "Me lo ha spiegato anche mia moglie, che insegna, e di queste cose se ne intende".
[Repubblica.it, venerdì 14 agosto 2009]

Ah, bè. Se lo dice la sciura, allora...

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A partire dal prossimo campionato, ha spiegato Maroni, "tutte le società dovranno garantire il rilascio della tessera del tifoso a chi la richiede".
[Corriere.it, domenica 16 agosto 2009]

...e dopo il successo della social card... la "tifos card"!

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Nelle citta' italiane e' stata invece registrata un'inversione di tendenza, con Roma al 17esimo posto della classifica mondiale che supera Milano - 30esima - per costo della vita.
[AGI News On, 19 agosto 2009]

Roma che scavalca Milano nella classifica delle città più care. Non è vero dunque che la vita al nord costa di più, e addio teorie sulle gabbie salariali...
Non saranno mica scontenti, in Padania, di essere stati superati?
...La solita Roma ladrona!

AM

5 agosto 2009

Odioso e anacronistico distinguere tra "nord" e "sud", ma quando ci vuole, ci vuole

La vita al nord costa fino al 17% in più, dunque è giusto che la busta paga di un lavoratore di Milano sia più consistente di una busta paga di un lavoratore di Palermo o di Brindisi o di Caserta - insomma, di un lavoratore del sud. E fin qui, fila, il discorso di quel genio di Calderoli (che dunque tanto genio poi non è).
Il ministro, tuttavia, continua a non tenere conto (anche dopo le rettifiche successive alle dichiarazioni iniziali) di diversi aspetti; ne citiamo solo qualcuno, giusto per praticità.
Innanzitutto, se si esclude il settore pubblico, il più delle volte uno stipendio è correlato alle mansioni, all'esperienza, alle capacità del lavoratore, nonchè alle peculiarità dell'azienda stessa. E già questo sarebbe sufficiente a mettere in dubbio il modello di Calderoli.
Secondo: il lavoratore ha una certa capacità contrattuale anche in relazione alla possibilità di vendersi sul mercato, e dunque in base alle caratteristiche del mercato stesso; così, se al nord esiste possibilità di contrattare la retribuzione con un datore di lavoro interessato a non perdere il proprio favorito, al sud solitamente viene invece detto: se non ti sta bene, ho una pila alta così di curriculum ai quali rivolgermi.
Cosa numero tre: al nord vengono retribuiti anche gli stage: magari con il minimo sindacale (circa 750 euro), ma comunque vengono retribuiti. Al sud, gli stage solitamente non prevedono retribuzione; al più, buoni pasto. Spesso, neppure un'assicurazione Inail.
In chiusura, si ricorda a Calderoli (o a chi per lui) un'ultima cosa: al nord in una famiglia lavorano almeno due persone; se al sud ne lavora una per nucleo familire, già è tanto.
Qualora il federalismo imponesse alle regioni anche dei vincoli sulle questioni fino ad ora solo accennate (oltre a fornire tantissime altre garanzie), allora potrebbe diventare qualcosa di valutabile. Ma siccome il federalismo di Bossi significa semplicemente "liberi tutti", privando di senso le garanzie che l'unità nazionale  (prima ancora di essere ufficialmente smantellata del tutto) dovrebbe garantire, allora questo federalismo - per quanto i leader del Carroccio continuino in tutti i modi a farne parlare - resta ancora qualcosa  di neppure valutabile.

AM

PS. Ci scusiamo per la stucchevole, banale, primordiale diatriba nord-sud qui riproposta, ma per illudersi di dialogare con Calderoli & co. si è costretti a non usare altri parametri se non i loro. Sperando, poi, in un colpo di fortuna.

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