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"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

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22 maggio 2010

I "discorsi" di chi?

Sorprende vedere in tv, un sabato mattina, la pubblicità del quotidiano Libero intenta a promuovere la nuova iniziativa del giornale di Belpietro, "I discorsi del Duce".
Ovviamente, la conseguente domanda - spontanea, per uno appena sveglio - non può che essere: ma questa non è apologia? in fondo quel "i discorsi del Duce" sta per "i discorsi di Benito Mussolini", con tanto di applausi ed acclamazioni oggi poco credibili (per la post-produzione, all'epoca, non si disponeva di grandi supporti...).
La risposta, a mente un pò più lucida, è però stata: ma anche no, sulla carta potrebbe pure trattarsi un documento "storico" (per quanto
possa essere attendibile e neutrale un contributo sull'argomento da parte di Libero).
Il problema però si ripropone all'ora di pranzo, quando al TgR Lazio viene annunciata l'avvenuta perquisizione, da parte dei carabinieri, della "palestra sociale" romana dell'organizzazione Militia, movimento di estrema destra, noto per le sue "attività dimostrative" e per i messaggi lasciati sui muri della città (per una cronaca più dettagliata, si rimanda al seguente link).
Ora, se consideriamo che Militia va ad aggiungersi ad altre organizzazioni come Forza nuova e Casa Pound (anche queste celebri per le loro attività "dimostrative"), tutte espressione dei diversi movimenti di estrema destra che in questi anni tendono purtroppo a diffondersi in maniera preoccupante nella città di Roma, può allora l'iniziativa del quotidiano Libero ritenersi un semplice ed innocente "documento storico"?
Prima di rispondere, non dimentichiamo di  trovarci in un periodo in cui le suonerie sui cellulari di Faccetta Nera, le applicazioni iPod inneggianti al Ventennio ed i gruppi su Facebook osannanti al Regime tendono a diffondersi in maniera preoccupante.

AM

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