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"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Febbraio 2009
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26 febbraio 2009

Sciò...pero

Uno sciopero dei trasporti, in una città come Roma, è qualcosa di devastante. In una simile circostanza, fare la spesa, andare a lavoro, recarsi in ospedale: tutto diventa estremamente complesso. Proprio per queste ragioni, sosteniamo da tempo la necessità di regolamentare quello che, ad ogni modo, resta un diritto imprescindibile del lavoratore.
Arrivare tuttavia, da tale necessità, al ddl del ministro Sacconi, ci sembra qualcosa di decisamente eccessivo. Dal referendum sulle adesioni, alle percentuali della rappresentanza sindacale, sino al cosiddetto sciopero virtuale (in altre parole: si sciopera lavorando, e rinunciando al tempo stesso al proprio compenso): tutto dà infatti per lo più la sensazione che, da strumento per la tutela del lavoratore, lo sciopero si tramuti in questa maniera in una soluzione che avvantaggi, per assurdo, principalmente l'imprenditoria (della quale il signor B., la famiglia e i sostenitori dello stesso - precisazione superflua - sicuramente non possono non ritenersi parte).
Riteniamo tuttavia opportuno segnalare anche altre due ipotesi che, secondo altraprospettiva, motiverebbero il ddl Sacconi.
La prima, il proposito populistico di cavalcare l'onda del malcontento di chi, ignaro, questa mattina è uscito da casa ed si è inutilmente recato a prendere la metro (un modo ossia di riguadagnare qualche consenso, sottrato in questo periodo alla maggioranza da crisi, violenze e biotestamento).
La seconda, quella di continuare a sollevare polveroni (tesi da questo stesso blog già sostenuta in passato) che distraggano l'opinione pubblica da una riforma della giustizia che deve continuare - e che, di fatto, continua - ad andare avanti.

PS. A propostio di giustizia, ricordiamo la condanna per corruzione in atti giudiziari finalmente arrivata a carico dell'avvocato Mills, condannato per aver intascato 600 mila euro in cambio di una falsa testimonianza sul conto del Signor B. (a sua volta, oggi ben tutelato dal lodo Alfano). Una segnalazione, questa, estranea a quanto detto nel paragrafo precedente, ma che ci sembra tuttavia il caso di ricordare, dal momento che quasi nessun organo di informazione mainstream, per assurdo, ne ha parlato opportunamente nei giorni scorsi.

AM

8 febbraio 2009

Altre prospettive

Strano Paese, il nostro, dove, nel bel mezzo di una crisi economica che ormai da tempo dovrebbe aver visto governanti e tecnici adottare contromisure adeguate, si assiste al contrario a passaggi difficili da accettare.
Qualche giorno fa è stata ad esempio approvata una discutibile legge sulla sicurezza: progetto - immaginiamo - concesso dal premier per mettere a tacere gli amici-nemici della Lega, e per assicurarsi il loro sostegno prima che inizino a spazientrirsi per colpa di una devolution che stenta ad ingranare. Quelli del Carroccio, in realtà, lo sanno bene: bisogna avere pazienza, e prendersi nel frattempo quello che arriva. Al momento, per il premier c'è un progetto più importante ed urgente in cantiere.
A questo proposito, anzi , non sorprende che l'intero governo, proprio per mascherare tali lavori, abbia deciso - tutto ad un tratto - di sostenere il delicato decreto "salva-Eluana" di qualche giorno fa. Un tentativo che, nonostante la bocciatura del Quirinale, ha comunque accontentato più di qualcuno: anzitutto il Vaticano, per l'amicizia ancora una volta espressa dal premier; Napolitano, che con lo scatto d'orgoglio dimostrato ha riguadagnato qualche consenso perduto; il Signor B. stesso, che ha avuto l'ennesima occasione di rendersi protagonista e di sollevare un polverone. E se la nuova trovata del premier, mobilitato Schifani, dovrebbe essere quella di riproporre in Parlamento nei prossimi giorni la relativa proposta di legge, viene comunque da chiedersi: ma non era diviso trasversalmente, lo stesso Parlamento, da una simile problematica?
Dal nostro punto di vista, in realtà, la verità è che tutto fa brodo. Tutto fa brodo, per guadagnare tempo e rifinire, nel frattempo, il progetto in cantiere accennato in apertura: una riforma della giustizia che, principale obiettivo di questi tempi del signor B. (il successivo sarà la repubblica presidenziale, ed allora forse riuscirà ad accontentare anche quelli della Lega) - una riforma della giustizia, dicevamo, che silenziosamente continua ad andare avanti, offuscata dal rumore realizzato dagli ideatori della stessa, nonchè dal loro opportunistico appigliarsi a tutte le occasioni possibili (dell'ultim'ora, l'influenza sovietica sulla Costituzione).
Ma nonostante queste paure, o questi sospetti, o queste certezze, resta comunque difficile congedarsi stasera senza riguardare al pensiero lapidario dedicatoci in mattinata dagli amici del FMI: secondo la stessa organizzazione, infatti, la crisi economica per l'talia presenterebbe delle "prospettive tetre". Ed è impossibile tra l'altro non pensarci, anche perchè in fondo, sotto-sotto, si tratta di qualcosa che un pò già sapevamo.

AM

2 febbraio 2009

Nettuno, Maroni: degrado, non razzismo

La vicenda del giovane indiano picchiato e poi bruciato a Nettuno non ha la la sua origine in fenomeni razzisti, ma deve essere ricercata nel degrado ambientale. Lo ha ribadito il ministro degli Interni, Roberto Maroni, a Caserta. (fonte: Televideo, "Ultim'Ora", 02/02/2009 h. 15:15)

Chiedersi:
- come mai alla vicenda non è stato concesso, anche questa volta, lo stesso clamore e la stessa enfasi rivolti invece a quegli episodi in cui sono gli immigrati ad essere i colpevoli;
- come mai, quando il cattivo è chi di solito dovrebbe essere il buono (il poliziotto che ammazza, il ragazzo-bene che stupra, il disadattato che incendia), c'è sempre qualche ragione più grande di lui a giustificarlo e a renderlo meno colpevole;
 - come mai, in seguito alla confessione degli incendiari, fuori dalla caserma di Nettuno non c'era la stessa folla inferocita riunitasi invece la scorsa settimana davanti ai Carabinieri di Guidonia.

E' sufficiente la scusante del degrado, al posto del'accusa di razzismo, per rispondere a queste domande?

AM


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permalink | inviato da amblog il 2/2/2009 alle 16:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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