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altraprospettiva.ilcannocchiale.it

"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Maggio 2009
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22 maggio 2009

Lega a tutta birra! (anzi, di più...)

I giovani e la notte, stop ai tour dell’alcol
Passa l’emendamento della Lega, cade il limite delle due. L’ira di Giovanardi: colpo di mano delle lobby del settore
(Corriere.it, venerd' 22 maggio 2009)  

Cade il divieto di vendita di alcolici dopo le 2 di notte in pub e discoteche. L'emendamento al decreto sulla legge comunitaria, ora all'esame del Senato, è stato presentato dal leghista forlivense (leggi: Riviera romagnola) Gianluca Pini. 
I conti, pertanto, tornano alla perfezione: questo il pass che ha permesso alla Lega di valicare il Po alle scorse elezioni politiche. Si  concederà infatti ora, agli esercenti dei locali notturni, di aggirare il divieto introdotto nel 2007, volto a ridurre gli episodi di guida in stato di ebbrezza. Una volta approvato il decreto, sarà sufficiente infatti interrompere la somministrazione di bevande alcoliche semplicemente mezz’ora prima dell’orario di chiusura: anche alle 6.30 se la musica finisce alle 7, secondo la nuova formulazione dell’articolo 6 del d.l. 117. Attualmente, invece, una discoteca può comunque chiudere alle 7, ma la vendita di bevande alcoliche va in ogni caso sospesa alle due (consentendo così ai clienti di smaltire abbondantemente gli effetti delle bevande prima di rimettersi alla guida). 
Il governo (nonostante il rigore che lo ha caratterizzato in altre circostanze) ha dato naturalmente parere favorevole alla svolta anti-proibizionista, e i gruppi parlamentari presenti in aula alla Camera, fatta eccezione per l’Idv, hanno votato favorevolmente alla proposta (anche questo, buono a sapersi).
«Ci siamo confrontati anche con il dipartimento della Pubblica sicurezza affinché il divieto di vendita sulla strada eviti il nomadismo etilico. Escono alle due dalle discoteche e se ne vanno in giro in cerca di alcol», ribatte Pini, convinto della bontà della sua proposta, e convinto oltretutto che «le discoteche che chiudono alle 2 sono il 50%, mentre il 40% va avanti fino alle 4 e solo il 10% continua fino alle 5». 
Noi invece ci limitiamo semplicemente a dire che, stando a tali dichiarazioni, il sig. Pini non si presenta di sicuro come un gran conoscitore del mondo delle discoteche, che probabilmente non frequenta oramai da un bel pò di tempo; a differenza, magari, di come lo stesso parlamentare abbia invece modo di incontrare molto i più spesso i gestori di quei locali notturni che chiuderebbero alle due, oggetto del proprio provvedimento.

AM

17 maggio 2009

Rassegna stampa Altraprospettiva, Domenica 17 maggio 2009

"Abbiamo chiesto al governo di riferire al Senato su questo argomento senza avere avuto ancora risposte".
Questo quanto sostiene Cesa, presidente Udc, in merito alla linea del "respingimento" - espressione in realtà riportata da non molti dizionari della lingua italiana (e stabilita d'altronde dalla Lega...) - applicata dal Governo.
Risponde con la consueta decisione la maggioranza, tanto attraverso le parole del capogruppo Gasparri ("Non accettiamo intimidazioni da nessuno"), quanto con un ministro La Russa più accigliato del solito: "L'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu non conta un fico secco. Basti pensare che a rappresentare l'Italia il quell'organismo c'è una persona che non ha meriti personali, la signora Boldrini di Rifondazione comunista", senza tuttavia specificare se la mancanza di "meriti personali" sostenuta sia dovuta, per il ministro La Russa, alla militanza in un partito d'estrema sinistra, o a mancanze di tutt'altra natura.
Non fornisce risposte in proposito  invece il Carroccio, che approfitta del microfono, nella persona del Ministro per la Semplificazione Calderoli, per sostenere come "una crisi di governo in questo momento sarebbe vista come una pazzia da parte dell'elettorato": chiara l'allusione ad una eventuale vittoria del si nel prossimo referendum (tornata che sembra tra l'altro ineressare la Lega più delle stesse Elezioni europee). "Sono dei parassiti della democrazia", controbatte Guzzetta, presidente del un Comitato promotore del referendum elettorale - comitato che, tuttavia, un pò di più si sarebbe potuto impegnare, nella formulazione del quesito referendario.

Ma fuori da piazza Montecitorio e dai consueti battibecchi, cosa succede nel paese reale, dove strategie e diplomazie contano poco?

Uccisero anziano durante una rapina
Fermati due rom: uno ha 14 anni
Erano nel campo nomadi vicino a Poggioreale
[Fonte: Corriere.it, 17 maggio 2008]

Un episodio in merito al quale gli esponenti di sinistra e centro-sinistra, evidentemente, non credono di dover sollevare un polverone; e sul quale ovviamente non si espone, con le elezioni europee alle porte, neppure la maggioranza. Sarebbe infatti una buona occasione, per quest'ultima, per riprendere i soliti refrain sull'immigrazione clandestina; ma essendone in parte responsabile (oggi al governo non c'è più il Prodi di turno da additare), e rischiando di macchiare tanto i successi proprio dei "respingimenti", quanto l'immagine linda e trasparente che si è cercata di dare di Napoli in questi mesi, meglio tacere.
E soprattutto, ben si guarda dall'esporsi un Premier in questi giorni in tournèe all'estero, ossia disposto a trascurare la campagna elettorale (e a sacrificare qualche voto dei suoi rappresentanti) pur di lasciar dimenticare in fretta le questioni che, la scorsa settimana, ne hanno pesantemente sporcato l'immagine (e che una sua ricomparsa, inevitabilmente, risolleverebbe). Ancora, ha da passà 'a nuttata.

AM

12 maggio 2009

Essenziale per la democrazia

Alla fine Obama ha chiuso in modo più serio. Ha ringraziato i giornalisti per il loro lavoro («un governo senza giornali, un governo senza dei media duri ed intraprendenti in tutti i sensi non è un' opzione per gli Stati Uniti d' America»), ha parlato dei «tempi difficili per molti di voi, tempi di rinnovamento tecnologico, di cambiamento. Ma ci tengo a dire che il vostro servizio è essenziale per la tenuta della democrazia».
[Obama, il lato comico della Casa Bianca, da La Repubblica, 11 maggio 2009]

Negli Stati Uniti esiste ormai da anni una serata ufficiale, la White House Correspondents' Association dinner Saturday night, nel corso della quale le istituzioni incontrano i media: un tributo reso sulla base della consapevolezza di quanto, sul piano politico - nel senso più ampio e nobile del termine, il servizio reso dal'informazione sia oggi particolarmente prezioso, oltre che strategico.
Ora, non che in Italia si senta la mancanza di una cena di gala in più o in meno. Certo, tuttavia, è che un segnale di reciproco apprezzamento, da parte dei due principali attori della comunicazione politica, sarebbe sicuramente un bel gesto di fair-play, di rispetto, di democrazia - che, inutile a dirsi, non arriverà.
Una nuova, bella lezione a colleghi più maturi ed esperti, dunque, da parte di un capo di stato non ossessionato (almeno pubblicamente) dai responsi dei suoi sondaggisti o dalle maldicenze di una stampa complottista, ma sapientemnte orientato - al contrario - a ripristinare le basi sulle quali realizzare il primo, vero modello di democrazia da terzo millennio.
Thanks, Mister Obama.

AM

7 maggio 2009

Divorzio all'italiana 2 - La vendetta

E mentre tutti si pongono il problema se sia lecito o meno parlare di un affare privato di un primo ministro come se fosse una questione pubblica, interrogandosi addirittura sulla costituzionalità della questione (e le polemiche sugli appartamenti di Di Pietro, sbandierate dal Giornale? e l'importo della pensione di Veltroni, diffuso nel periodo elettorale?), ci si dimentica ancora una volta dell'ennesima manifestazione di un conflitto di interessi colossale: le sobrie foto della festa di Noemi pubblicate, il giorno dopo l'annuncio della separazione, dal settimanale Chi (Gruppo Mondadori). Naturalmente, su esplicita richiesta del Signor B., e nonostante la riservatezza della questione evocata da quest'ultimo.
Chi altri dispone in politica di tali mezzi? Nessuno.

AM

3 maggio 2009

Divorzio all'italiana

Lei - l'attrice - vuole tirare giù il sipario, ma senza clamore: vuole fare un cosa da persona perbene, senza scontri, altro che le dichiarazioni dei giorni scorsi.
Lui è addolorato dalla propria vicenda personale. Che, come tutte le altre sue vicende personali, puntualmente cade di domenica, quando non c'è altro di cui parlare.
Ne verrà fuori un colpo di coda alla Sarkozy (eccentrico matrimonio riparatore, che distolga da tutte le possibili polemiche), o toccherà sorbirsi un premier nuovo, ferito, pronto a meditare sui propri errori e a raccogliere la solidarietà di tutta Italia, e - soprattutto - senza ormai altra ragione di vita se non il lavoro e il proprio Paese?
In quest'utlimo caso, prepariamoci al peggio.

AM


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permalink | inviato da amblog il 3/5/2009 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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