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altraprospettiva.ilcannocchiale.it

"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Giugno 2009
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26 giugno 2009

Domani è un altro giorno (e si vedrà)

E' scontro tra il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa e il premier Silvio Berlusconi. Con Cesa che rifiuta pubblicamente la solidarietà del premier, dopo essere stato attaccato da il quotidiano "Il Giornale", e il premier che controreplica: «Spero che torni in se».
["Il Giornale" attacca Cesa. Solidarietà dal premier. Il segretario Udc: non la voglio, Corriere.it, 26 giugno 2009]

Un'opinione, così, a caldo? La denuncia del Giornale è stata una messinscena (passata attraverso il quotidiano di famiglia) per far si che il Signor B. potesse poi maifestare la propria solidarietà al segretario Cesa. Con il duplice scopo di riavviare un dialogo tanto con il partito dell'Udc (dopo l'avvicinamento di quest'ultimo al Pd, avvenuto in occasione delle elezioni amministrative), quanto con il popolo stesso del partito centrista (rivelatosi più consistente del previsto nel corso delle elezioni europee, probabilmente anche in seguito alle bravate del premier emerse negli ultimi tempi - di sicuro, non di stampo puramente cattolico).
Va riconosciuto che, per il momento, Cesa ha risposto all'apertura nel modo più opportuno (per sè stesso e per il proprio partito, prima di tutto). Ma domani?

AM


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permalink | inviato da amblog il 26/6/2009 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

22 giugno 2009

E non dite che non vi avevo avvisati

Il presidente della Rai Garimberti ha convocato oggi il direttore del Tg1 Minzolini, dopo le polemiche sui contenuti informativi del Tg1. Garimberti, in un colloquio di 20 minuti, ha ricordato a Minzolini che ''completezza e trasparenza dell'informazione sono un dovere imprescindibile del servizio pubblico radiotelevisivo'', anche in vista di un probabile dibattito sul tema che si svolgera' nella riunione del consiglio di amministrazione di giovedi'.
[Rai: Garimberti convoca Minzolini, Ansa.it, 22 giugno 2009]

Resta il fatto che Minzolini sia un osso duro; per convincersi delle sue prerogatvie, è sufficiente dare un'occhiata al
monologo (http://tv.repubblica.it/minzolini-da-bari-solo-gossip/34204?video) con il quale, per proclamare l'imparzialità della linea editoriale impostatata, il direttore esordisce con parole come gossip e pettegolezzo, riferendosi a quelle poco dopo definite ipotesi invetigative (e come tali, dunque, non ancora valutabili come ipotesi fondate, ma neppure giudicabili - al contrario di quanto invece evidentemente sostenuto dal direttore del Tg1 - come montature). Ne risulta pertanto un'associazione (quella tra le parole ipotesi investigative da un lato, e gossip e pettegolezzo dall'altro) che fornisce chiaramente, al contrario di quanto auspicato da Minzolini, una lettura tutt'altro che imparziale dell'indagine in questione, come anche della stessa linea editoriale che il direttore, in chiusura d'intervento, si impegna a grantire fieramente. Il tutto, nonostante sia da parte nostra, così come anche - immaginiamo - da molti altri abbonati della tv pubblica, non sia arrivata ai vertici del Tg1 alcuna specifica richiesta in proposito.

AM


PS. Qualcuno ha per caso notato come, da qualche giorno a questa parte, il Presidente del consiglio sia sparito dalla tv, e come lo stesso parli ormai solo tramite comunicati stampa? casualmente, proprio la stessa soluzione adottata dal Signor B. quando lo scandalo di Casoria (dopo un primo periodo che lo aveva visto particolarmente battagliero) iniziava a sfuggire di mano al premier.

PPS. E come nel dopo-caso Noemi, puntualmente è arrivata anche l'intervista sul settimanle di famiglia Chi. Espressamente per le casalinghe che, da Voghera a Canicattì, per un attimo hanno dubitato della nobiltà d'animo del premier.


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permalink | inviato da amblog il 22/6/2009 alle 23:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

18 giugno 2009

C'era una volta il Tg1

Quanto stimato nei giorni scorsi dal’Ocse, relativamente alla situazione economica del nostro Paese, è qualcosa di allarmante: un rapporto deficit/pil che peggiora raggiungendo il 5,3%, una disoccupazione lanciata verso quota 10%, un debito pubblico superiore al 115%. Una serie di dati al cospetto dei quali una ripresa dello 0,4% prevista per il prossimo anno non può sicuramente rappresentare il dato principale da tenere in considerazione, nell’illustrare la situazione italiana.
Nonostante così banali considerazioni, tra i titoli d’apertura del Tg1 delle 13.30 di martedì 17 giugno campeggia a tutto schermo un trionfale:

Ocse: Italia, misure anticrisi ok


accompagnato dal commento: "Ocse: in Italia pil in calo del 5,3% ma rialzo nel 2010. Bene le misure anticrisi del governo, ora le riforme". Una sintesi che, puntualmente, non si sofferma sulla reale portata della ripresa prevista nel 2010 (un timido 0,4%, a fronte di una perdita del 5,3%), né sul fatto che le riforme - così come sostenuto dallo stesso rapporto Ocse - già sarebbero dovute essere attuate nei mesi precedenti.
Meriterebbe un più consistente approfondimento la gestione del Tg1 operata del nuovo direttore Minzolini, la cui linea editoriale richiama molto le prerogative di un certo Studio Aperto. Rimandando tuttavia considerazioni più generali su quest'ultimo argomento ad un’altra occasione, ci limitiamo per il momento a soffermarci su un’altra notizia annunciata nel corso dell’edizione del Tg1 già analizzato: notizia che - nell'arco di pochi secondi, e senza il sostegno di uno specifico servizio - riprende (o meglio, minimizza) un possibile, nuovo sexy-gate riguardante il Presidente del consiglio:

“Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Io non mi farò condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare come sempre per il bene del paese”. Cosi il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi dopo le indiscrezioni apparse sul Corriere della sera in merito ad un‘inchiesta della procura di Bari sugli appalti ad un’impresa locale. Nell’articolo del Corriere della sera legato a queste inchieste si parla di feste con la partecipazione di alcune ragazze.

Ci preme sottolineare, a questo punto, come ancora una volta il premier venga tirato in ballo in occasione di probabili scandali a luci rosse – dettaglio non ricordato dalla notizia esposta dal primo telegiornale nazionale. Così come, d’altronde, non viene dichiarato alcun particolare né dell’episodio alla base dell'inchiesta (come presunta corruzione e favoreggiamento), né delle dichiarazioni rilasciate dalla ragazza più volte invitata alle feste di palazzo Grazioli (episodi dai quali sono poi scaturite le dichiarazioni del Signor B., riportate invece fedelmente), nè, infine, di come tali episodi abbiano preceduto le accuse lanciate da Veronica Lario nelle scorse settimane, riguardo l'infedeltà del marito.
È ancora degno di definirsi giornalismo, un simile operato? e di conseguenza, è ancora lecito ritenere un telegiornale libero un Tg1 impostato in questa maniera?

AM

2 giugno 2009

La voce del popolo

ROMA - Due enormi macchie di colore rosso e verde sul muro bianco della Teca di Meier che contiene l'Ara Pacis, e la tazza di un gabinetto con due confezioni da 40 rotoli di carta igienica tra gli schizzi di colore sui sampietrini: Roma si è svegliata questa mattina con uno sfregio di vernice sul candore di una delle sue opere più contestate, la Teca di Meier che il sindaco Gianni Alemanno propose in campagna elettorale di rimuovere. L'azione è stata messa a segno prima dell'alba, senza testimoni. [...]
[Roma, imbrattata la teca dell'Ara Pacis, Repubblica.it, 1 giugno 2009]

Riguarda ed affligge in realtà tutta Italia il problema dello writing, da nord a sud, dai simpatizzanti dell'estrema sinistra ai sostenitori della Lega (i cui leader, al contrario, sostengono invece come i muri siano la voce del popolo, legittimando così il gesto).
Nei suoi populistici proclami, il Presidente del consiglio ha più volte condannato questo sport nazionale, annunciando seri provvedimenti (consapevole della unanime condanna popolare al gesto, e dunque dei positivi riscontri nei sondaggi che ne sarebbero seguiti); ma i veri provvedimenti adottati in proposito, in seno al pacchetto sicurezza e mitigati dal Carroccio, sono stati solo degli aumenti delle multe per chiunque venisse sorpreso in flagranza di reato - praticamente, nessuno, perchè per taggare un portone ci vogliono pochi secondi, e per realizzare una frase di senso compiuto giusto qualche attimo in più
A meno che non vengano posizionati un carabiniere o una ronda in qualsiasi angolo della città, non sono queste le misure necessarie a condannare un fenomeno che, spacciato come arte o come cultura anche nelle sue manifestazioni più insulse, il più delle volte si riduce ad un insignificante imbrattare muri di case di privati, semplicemente - spesso - per scrivere il proprio nome.
"Carletto", cita un'opera d'arte in un giardino pubblico dal quale passo spesso. Ogni volta, vedendola, penso che già a sei anni probabilmente l'autore sarebbe stato in grado di comporla, quell'opera d'arte; e magari, con una grafia più gradevole.

AM

1 giugno 2009

L'eredità

 "Ma come si permette?", si inalbera il primogenito Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, per il quale "i valori di Berlusconi sono i miei: amore per il lavoro, generosità, tenacia e quel rispetto per gli altri che Franceschini dimostra di non conoscere".
[Franceschini attacca Berlusconi sui valori, ira dei figli, www.ansa.it, 28 maggio 2009, 11:38]

Comprensibie, per carità, la reazione dei figli del Premier  - per quanto la loro risposta corale (e la contemporanea assenza di una reazione da parte del padre, nei confronti dell'affondo del segretario Franceschini) non può non confermare una evidente scelta strategica degli spin-doctor del Pdl, volta a tenere ancora quanto più al coperto possibile la figura del Cavaliere. 
Sempre più comprensibile, allo stesso tempo, si rivela però a questo punto anche un'altra questione (in una certa ottica legittima, se si vuole, anche questa), che da diverso tempo Altraprospettiva sostiene: l'unico, vero erede alla guida del partito di famiglia del Signor B. non può non essere che il primogenito Pier Silvio.
Primo, perchè sarebbe l'unico modo di mettere a tacere le discussioni che, inevitabilmente, salterebbero fuori un domani, tra tutti i futuri, aspiranti leader del Pdl (ed ora pazientemente accodatisi al loro presidente); secondo, perchè una struttura politica realizzata per tutelare degli interessi palesemente personalissimi, probabilmente non reggerebbe se a sostenerla non vi fosse un altro reale portatore di tali interessi; in ultimo, perchè lo stesso marketing sul quale si basa l'ossatura del Pdl troverebbe in Piersilvio lo strumento ottimale con il quale continuare a far vivere - e a far fruttare - il mito del Silvio nazionale costruito in questi anni, anche quando questi sarà oramai lontano dalle scene della politica.   

AM


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permalink | inviato da amblog il 1/6/2009 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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