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altraprospettiva.ilcannocchiale.it

"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Novembre 2009
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24 novembre 2009

Una notizia che non ha bisogno di alcun commento

"Vendesi terreno rurale confiscato a Salvatore Lo Piccolo gravato da ipoteca. E villa appartenuta a Saverio Mammoliti della 'ndrina di Castellace, ancora occupata''. Libera ha messo simbolicamente all'asta quei beni confiscati alle mafie che, in base all'emendamento alla Finanziaria già approvato in Senato e all'esame della Camera, potrebbero essere venduti se entro tre mesi (o sei mesi in caso di operazioni complesse) non fosse possibile trovare loro una destinazione.

Praticamente - segnala l'associazione di don Ciotti - tutti quei 3.200 beni che costituiscono l'arretrato accumulato dal Demanio, molti dei quali non riescono a trovare destinazioni perché gravati da ipoteca, ancora occupati o parte di immobili indivisibili "sono a rischio di tornare nella disponibilità della criminalità".

"Il vero provvedimento utile - secondo don Ciotti - sarebbe trovare il modo per restituire quei beni ai cittadini", in caso contrario "attraverso stratagemmi, opere di ingegneria" tornerebbero agli stessi boss che da tempo chiedono di vendere i beni, "perché loro hanno i soldi per ricomprarli".

L'emendamento che riforma la legge del 1996 che prevede la destinazione sociale del patrimonio della criminalità, è, continua don Ciotti, "un altro segnale alla mafia, come quello sulle intercettazioni, sulla scudo fiscale, sul Comune di Fondi non commissariato", "che fa il gioco della criminalità". "Non si può permettere questo - conclude - per fare cassa, perché mancano i soldi". [...]


[Mafia: asta di Libera per dire no a vendita beni confiscati, da Ansa.it, 24 novembre 2009]


AM


PS. Notiamo solo ora che, tre giorni fa, il blog eldas.ilcannocchiale.it ha parlato della stessa notizia. Altraprospettiva, in base al proprio, inesistente statuto, preferisce in genere non curare argomenti già trattati dai blog amici; cogliendo tuttavia solo adesso la defaillance, vi invitiamo allora ad andare a leggere anche la notizia riportata al link segnalato.

20 novembre 2009

Confidenze

D'alema non è diventato Mr. Pesc? resti fra noi, ma non è che ci dispiaccia poi tanto che il Pd non debba un favore al Signor B.
Detto in altre parole: quale sarebbe stato il prezzo di quel sostegno?

AM


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permalink | inviato da amblog il 20/11/2009 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

6 novembre 2009

Chiuso per ferie. Diciamo così.

Altraprospettiva riprenderà le proprie pubblicazioni nella seconda metà del mese.
Grazie per essere passati.

AM

 

1 novembre 2009

Il Rutelli dove lo metto

Cosa dire della scelta dell'ex sindaco di Roma di allontanarsi dal Pd? che si tratta senza dubbio di una decisione lecita, qualora questi non si ritrovasse più in quello schieramento; ma purtroppo poco tempestiva per essere credibile. Vediamo perchè.
Prima di tutto: s
e il Pd, in funzione di quanto sostenuto da Rutelli nel proprio saggio, è in realtà un partito mai nato, per quale ragione allora lo stesso Rutelli avrebbe atteso solo l'esito delle primarie per poi smarcarsi dallo stesso? forse nella speranza di ottenere, in caso di vittoria di Franceschini, un peso diverso nel nuovo scacchiere? forse. Ma allora un'ulteriore domanda viene da porsi: qualora un anno e mezzo fa lo stesso senatore fosse stato eletto sindaco di Roma con il simbolo del Pd, avrebbe anche in quel caso (dopo la vittoria di Bersani) assunto tale decisione, con tanto di dimissioni da primo cittadino? E' scontato attendersi oggi una risposta positiva a tale domanda; risposta però difficile da trovare convincente.
Veniamo invece ora alla prospettive offerte dal probabile neo-alleato Casini: un leader di centro con un passato nel centro-destra, possibile alleato di un partito di centro con un leader proveniente dal centro-sinistra. Un piccolo corto-circuito ad ogni modo superabile, se un'alleanza venisse concordata su specifici temi. Potendo però tale nuova coalizione difficilmente superare il 10% dei consensi alle prossime elezioni regionali, con chi allora allearsi ulteriormente?
Ipotesi centrosinistra: eventualità già valutata da Casini, a patto di una non alleanza del Pd con le sinistre radicali o con Di Pietro, che porterebbe dunque nuovamente Rutelli nel proprio originario schieramento. Però, questa volta, nel ruolo di amico-nemico. Contento lui...
Ipotesi centrodestra: valutata (anche questa!) da Casini, a patto che il Pdl non si allei con la Lega. Soluzione che, invece, porterebbe Rutelli a compiere una scelta di campo inattesa e particolarmente rischiosa, con il risultato di accollarsi l'etichetta di voltagabbana e di perdere buona parte degli elettori che fino ad ora lo hanno sostenuto anche in virtù del suo posizionamento. A meno che l'ex Ministro dei beni culturali non rifiuti tale eventualità, trovandosi così nuovamente davanti alla scelta o di ripiegare su un'alleanza sempre col Pd, o di ballare da solo, con il rischio di restare fuori dai giochi.
La scelta di Rutelli al momento sembra così non offrirgli grandi garanzie. Sempre che il suo non sia un progetto invece più a lungo termine e basato su aspetti che noi ignoriamo, e che non possiamo oggi non ricondurre a quei nomi che da tempo vengono ventilati come le possibili forze politiche del futuro: il nuovo  Fini-post presidenza della Camera, Draghi, Montezemolo. Ma per il momento, con le regionali alle porte, si tratta solo di fantapolitica.
 


AM

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