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"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Marzo 2010
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24 marzo 2010

Giovedì 25 marzo, "Rai per una notte"

Personalmente, credo che Rai per una notte, lo speciale organizzato da Michele Santoro per giovedì 25 marzo, sia un evento di fondamentale importanza per tutto il Paese.
Primo, perchè permette di dare voce ad una categoria di cittadini che, con lal soppressione di determinati spettacoli, si sono visti privare del proprio diritto ad esprimersi e ad esprimere le prorie opinioni. Ed è un segnale che andrebbe apprezzato da tutti: perchè così come oggi si sentono penalizzati i sostenitori di una precisa parte politica, domani potrebbro esserlo gli esponenti della fazione loro avversa.
Secondo, perchè in un momento pre-elettorale è fondamentale poter assistere ad un confronto; sta poi ai cittadini, in base alla loro buona fede e alla loro capacità di scelta, la possibilità di optare per la soluzione che si ritiene più opportuna.
Terzo, Rai per una notte, forse per la prima volta, mette davvero tutta la popolazione di fronte alle possibilità offerte dalla rete e dalle altre risorse che già esistono e che raramente vengono usate come strumenti d'informazione alternativi a tv a a giornali tradizionali: la radio, i nuovi canali tv digitali (che non siano Mediaset premium), Internet, la web-tv. Un modo forte per dire dunque al Paese che non ci sono solo le televisioni di chi decide, a reti unificate, cosa diffondere e cosa far vedere ai telespettatori, e che è fondamentale guardarsi intorno per capire cosa succede.
Forse, da domani sera, il Paese avrà una consapevolezza nuova nel decidere come informarsi. E magari, sarà un pò più in grado di comprendere come vanno realmente le cose nel nostro Paese.

Per saperne di più: http://raiperunanotte.it/

AM

20 marzo 2010

La valanga azzurra di sms

"Siamo qui per difendere il nostro diritto a non essere spiati", ha sostenuto fermamente il Presidente del Consiglio ieri, nel corso della manifestazione indetta a Roma in vista delle Regionali della prossima settimana.
Ma per quale motivo un deciso sostenitore della (sacrosanta) tutela della privacy, ha ancora una volta deciso di affidarsi
alla violazione della riservatezza di tanti privati cittadini per promuovere una propria iniziativa? come già accaduto per le Regionali di cinque anni fa, non avevano diritto al rispetto dei propri dati personali, dei loro telefoni cellulari e delle loro caselle di posta eletronica tutti coloro che - in maniera per nulla definita nè tantomeno autorizzata - sono stati raggiunti dall'invito a partecipare all'adunata (mal riuscita) di sabato 20? 

Una valanga di sms d'invito alla manifestazione di sabato 20 firmati dal premier Silvio Berlusconi inviati a cellulari privati e aziendali, tutti utenti che non avevano dato alcun consenso. Messaggi ed estratti dalle interviste del premier finite nella posta aziendale. "E' mai possibile ricevere sul posto di lavoro questo tipo di  messaggi?", si chiede un nostro lettore. In effetti no, non è possibile: per inviare sms e email di propaganda elettorale occorre il consenso degli interessati, come ha ribadito meno di un mese fa il Garante della Privacy in un provvedimento pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale.


[fonte: "Ti aspetto sabato al Circo Massimo". Valanga di sms. "Violazione della privacy", 19 marzo 2010, Repubblica.it]


AM

PS. Ancora non è stata non solo chiarita, ma neppure analizzata, una ennesima, palese anomalia del nostro sistema: Fini, presidente della Camera, non ha partecipato alla manifestazione di ieri  in quanto figura istituzionale
(come già accaduto con altre manifestazioni). Per quale motivo il Presidente del Consiglio, figura istituzionale come il Presidente della Camera, non solo ha preso parte e parola alla manifestazione di ieri, ma ne è stato il primo promotore? e per quale motivo nessuno rimarca questa anomalia, dandone ormai perscontata la liceità?

16 marzo 2010

Internet è libertà: alla Camera, convegno col professor Lessig della Harvard University

[fonte: Internet è libertà: alla Camera, convegno col professor Lessig della Harvard University, http://nextme.it/societa/comunicazione/345-internet-e-liberta-alla-camera-convegno-col-professor-lessig-della-harvard-university]

Il convegno Internet è libertà, perché dobbiamo difendere la Rete, tenutosi a Roma presso la camera dei Deputati lo scorso 11 marzo, ha sicuramente rappresentato un momento importante per il riconoscimento (anche a livello anche istituzionale) del ruolo giocato dalla rete in Italia.
Aperto dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, l’incontro ha insolitamente portato in piazza Montecitorio molti più partecipanti di quanto gli stessi organizzatori avessero previsto; tante infatti le persone che, pur avendone fatto richiesta, non sono riuscite a rientrare nei (soli) 280 posti messi a disposizione dagli organizzatori.

Ad aprire i lavori, lo stesso Presidente della Camera, grande sostenitore dell’iniziativa; ospite d'onore, invece, Lawrence Lessig, professore ad Harvard e collaboratore del presidente americano Barack Obama, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo Il web e la trasparenza tra ideali e realtà.

Tra gli argomenti trattati all’interno dell’appuntamento, anzitutto la necessità di considerare l'accesso a Internet, al giorno d’oggi, come un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo; una necessità da tenere in considerazione tanto più in funzione dei dati dell'ultimo rapporto dell'organizzazione non governativa Reporters sans frontieres: risultati resi noti dalla Terza carica dello Stato, secondo i quali dal 2008 al 2009 si sarebbe registrato un ampliamento allarmante delle restrizioni sulla rete che ha visto, tra l’altro, crescere del 62% i paesi colpiti dalla censura.

La necessità di una Carta dei diritti di Internet, il “caso Google”, la possibilità di usare lo stesso Internet anche come strumento di controllo sull'efficienza della pubblica amministrazione e sulle istituzioni, aprendo un nuovo rapporto tra cittadini e pubblici poteri, alcuni dei temi trattati nel pomeriggio.

La giornata è stata chiusa proprio dal professor Lessig, che ha tra l’altro avuto modo di complimentarsi con organizzatori e partecipanti sostenendo che “finora negli Stati Uniti non ci sono stati eventi di questo tipo, e i parlamentari americani non ha preso così sul serio le questioni legate a Internet e alla libertà”. Lo stesso Professore ha terminato la propria presentazione ricordando come la concezione di democrazia che si vorrebbe “passare alla prossima generazione non si tutela da sola: si può proteggere solo se si ascolta anche la generazione dei nativi digitali, dialogando con loro”.

 

Alberto Marangio


9 marzo 2010

Una legge 104 a metà (e nessuno ne parla)

In nome dei consueti obiettivi di produttività che tanto lo hanno reso celebre in questi due anni di governo, ecco la nuova trovata del ministro Brunetta.
In poche parole, dopo le animate discussioni alle camere dei giorni scorsi, la vecchia legge 104 ("Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", approvata nel 1992 con consenso bipartisan) risulta oggi fortemente ridefinita in diversi suoi aspetti.
Di seguito, un link attraverso il quale sarà possibile conoscere le principali modifiche apportate alla legge-quadro, così da permettere ad ognuno di avere una propria opinione in proposito.
Resta un dubbio: è lecito che argomenti come la razionalizzazione dei processi lavorativi e l'ottimizzaione delle spese vada ad incidere proprio su temi come il welfare o la salute?
A tale proposito, sarebbe interessante conoscere l'opinione in merito dei ministri delle politiche sociali, Sacconi, e della salute, Fazio.

Per chi volesse approfondire, questo il primo sito segnalato da Google riguardante l'argomento:
http://saperi.forumpa.it/story/42208/il-senato-approva-definitavemente-le-norme-di-riforma-della-legge-104-ecco-cosa-cambia.

AM


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permalink | inviato da amblog il 9/3/2010 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

5 marzo 2010

Il "quarto potere"? in Italia?!? passo...

In questo mese di campagna elettorale l' abbonato Rai non potrà vedere Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L' ultima parola. I talk show vengono sospesi per applicare il regolamento della Vigilanza: ieri, il Cda Rai ha deliberato a maggioranza che i programmi di approfondimento vengano sostituiti, «ove possibile», con tribune elettorali, in ossequio alla par condicio.
[Par condicio, stop ai talk show Rai giornalisti in rivolta, protesta in piazza, 02 marzo 2010, fonte: La Repubblica]

Una notizia di qualche giorno fa, ormai decisamente scaduta, ma che sarebbe un peccato non trattare.
Ieri, al posto di Anno Zero, su Rai Due è stato trasmesso La carica dei 101.
Un film piacevole, per carità, che però rappresenta anzitutto un errore in funzione dell'identità che tale rete televisiva ha costruito nel tempo. Allo steso tempo ci troviamo inoltre davanti
anche ad un evidente sgarbo nei confronti del pubblico, abituato a seguire il giovedì sera un certo tipo di programma, ed al quale non viene invece fornita una alternativa suffucientemente valida (è evidente, tra l'altro, come non ci si riferisca neppure ai soli sostenitori di Santoro, ma anche agli spettatori che, in tale programma, riuscivano ad avere le proprie conferme sulla presunta faziosità di determinati giornalisti e ad ottenere le opportune smentite da parte di altri esponenti).
Sicuramente, quella della dispersione dell'elettorato - unita al boicottaggio dell'informazione - è una delle strategie adottate in maniera palese da una precisa fazione politica, in vista della tornata di fine marzo ed in un Paese dove, a questo punto, non è più solo la rete a fare evidentemente paura.
In questo continuo ritorno al passato, non resta allora che augurarsi un esito delle urne sappia fornire una risposta appropriata all'ennesimo strappo inferto alla nostra democrazia
, sempre più malconcia e sempre più orfana dal proprio quarto potere.

AM

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