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"[...] un angolo dal quale dedicare un pò di attenzione a quello che ci succede intorno. Un piccolo spazio dove appuntare le considerazioni che, mentre si sfoglia un giornale, si legge una scritta su un muro, o semplicemente si cammina per strada, inevitabilmente saltano alla mente [...]"

AM


 

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Maggio 2010
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30 maggio 2010

I "discorsi" del premier

A qualche giorno di distanza dalla sua esternazione, rileggo la frase del Premier, e ancora non ne capisco bene il senso.
"Cito una frase di colui che era considerato come un grande dittatore e cioè Benito Mussolini".
Un aspetto sul quale non ci si è per nulla soffermati è in particolare la valenza, positiva o negativa, del passaggio "colui che era considerato come un grande dittatore".
Ne traggo due conclusioni: la prima è che il Premier non sembra condividere il ruolo di dittatore che la storia ha attribuito a Mussolini. Ma questa, non è cosa nuova (nè è cosa nuova l'utilizzo di riferimenti al Fascismo in contesti internazionali: ricordiamo ancora tutti la battuta sul kapò).
Soprattutto, però, il Presidente sembra rifiutare la valenza negativa che ad una figura simile - quella di dittatore - non può invece non essere riconosciuta: quel "grande dittatore" è troppo ambigua come definizione, il modo in cui è stata utilizzata ha la stessa accezione di "grande condottiero" o di "grande statista". Ed anche questa, come la precedente, è una rivelazione che - sotto sotto - non è che mi sorprenda più di tanto.

AM

PS. Non è casuale, dal mio punto di vista, che questa esternazione sia arrivata nella settimana successiva al lancio dei "discorsi del Duce" sul giornale amico Libero. E non sorprendiamoci se, come accaduto ieri sera a Roma, ancora una volta un ragazzo è stato mandato in ospedale perchè omosessuale.


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permalink | inviato da amblog il 30/5/2010 alle 12:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

22 maggio 2010

I "discorsi" di chi?

Sorprende vedere in tv, un sabato mattina, la pubblicità del quotidiano Libero intenta a promuovere la nuova iniziativa del giornale di Belpietro, "I discorsi del Duce".
Ovviamente, la conseguente domanda - spontanea, per uno appena sveglio - non può che essere: ma questa non è apologia? in fondo quel "i discorsi del Duce" sta per "i discorsi di Benito Mussolini", con tanto di applausi ed acclamazioni oggi poco credibili (per la post-produzione, all'epoca, non si disponeva di grandi supporti...).
La risposta, a mente un pò più lucida, è però stata: ma anche no, sulla carta potrebbe pure trattarsi un documento "storico" (per quanto
possa essere attendibile e neutrale un contributo sull'argomento da parte di Libero).
Il problema però si ripropone all'ora di pranzo, quando al TgR Lazio viene annunciata l'avvenuta perquisizione, da parte dei carabinieri, della "palestra sociale" romana dell'organizzazione Militia, movimento di estrema destra, noto per le sue "attività dimostrative" e per i messaggi lasciati sui muri della città (per una cronaca più dettagliata, si rimanda al seguente link).
Ora, se consideriamo che Militia va ad aggiungersi ad altre organizzazioni come Forza nuova e Casa Pound (anche queste celebri per le loro attività "dimostrative"), tutte espressione dei diversi movimenti di estrema destra che in questi anni tendono purtroppo a diffondersi in maniera preoccupante nella città di Roma, può allora l'iniziativa del quotidiano Libero ritenersi un semplice ed innocente "documento storico"?
Prima di rispondere, non dimentichiamo di  trovarci in un periodo in cui le suonerie sui cellulari di Faccetta Nera, le applicazioni iPod inneggianti al Ventennio ed i gruppi su Facebook osannanti al Regime tendono a diffondersi in maniera preoccupante.

AM

18 maggio 2010

RaiNews sparisce dal digitale, il caffè dalla cucina

Non trovare RaiNews 24 al solito canale, stamattina, non è stato un bel modo di iniziare la giornata. E' stato come se una persona abituata a svegliarsi col profumo del suo caffè non trovasse più il barattolo di Illy nella credenza.
Ma anche in queste circostanza la giornata va avanti: uno non può certo assentarsi dal lavoro perchè ha finito - o smarrito, riposto per sbaglio in chissà quale scaffale - il caffè. In fondo, una persona sa quando il caffè sta per finire. E sa qual è il suo posto in cucina. E se non lo sa o non lo trova, la colpa è comunque sua, che non c'ha fatto caso il giorno prima.
Vale lo stesso discorso per la tv: in questi giorni si annunciano continuamente le modifiche dei palinsesti e gli spostamenti dei canali. Se non eri aggiornato, se non hai provveduto alla risintonizzazione, problemi tuoi.
A volte, però, i post letti su Facebook sono per fortuna più illuminanti di quel che si creda; oggi, ad esempio, permettevano di comprendere chiaramente che in tanti si sono trovati nella medesima condizione. Niente RaiNews, anche loro senza essere avvisati, senza dunque saperne nulla.
Uno allora iniza a ragionarci su, e tornato a casa, si dà - insospettito - allo zapping, accorgendosi che anche Raisat Extra (oltre alla RaiNews di Mineo) oggi non va: a pensarci bene, proprio il canale dove - anche in questi giorni di passione - venivano comunque trasmessi i vecchi sketch di Paolo Rossi e di Cornacchione, le clip dell'Ottavo Nano e di Raiot, i vari Marcorè che imita Gasparri e Sabina Guzzanti che imita Silvio e Massimo...
Ecco, dunque, il motivo per cui alla fine della giornata una persona, turbata, arriva a chiedersi: ma chi ce l'ha messo il caffè nel cassetto dei calzini?

AM

3 maggio 2010

Patenti privilegiate per gli autisti dei politici

Stanchi di essere multati per eccessiva velocità? avete voglia di parcheggiare in seconda fila o davanti ai cassonetti dei rifiuti senza rischiare alcun punto della patente?
A breve tutto questo potrà diventerà realtà! Basterà risultare autisti di "alte cariche costituzionali", ma anche di presidenti di regione, di provincia e di comuni capoluoghi di provincia, grazie all'emendamento approvato in Commissione al Senato la mattina del lunedì 3 maggio! Ed allora non ci sarà davvero corsia preferenziale che tenga... altro che vigili disposti a bloccare il traffico per lasciar passare il sottosegretario di turno, o ausiliari accomodanti con gli autisti insensibili al rosso dei semafori!
Conincidenza significativa, se non altro, che una simile possibilità venga affrontata proprio nel momento in cui anche la patente a punti introdotta negli scorsi anni inizia - statisticamente - a rivelare la propria perdita d'efficacia...

AM

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