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Al suo segnale, scatenate l'inferno

"Un inferno governare rispettandola", ha detto stamattina il Premier riferendosi alla Costituzione.
Dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta, ci aveva del resto
avvisato che sarebbe sceso lui stesso in campo, a parlare direttamente al suo pubblico - pardon, al suo popolo - pardon, agli italiani.
E allora, prepariamoci a vederlo d'ora in poi a tutte le assemblee di categoria: ieri è toccato agli artigiani, oggi agli albergatori, domani chissà. Poi arriverà anche il turno delle televisioni, meccanismo già rodato nei periodi elettorali: aspettiamo dunque un suo intervento nei telegiornali - ma anche all'iterno dei programmi d'approfondimento e delle trasmissioni di mattina e pomeriggio - dei giorni a venire:
bello, sorridente, ironico, ma anche incazzato nero e pronto a tirare la stoccata quando si tratterà di attaccare i giudici "catto-comunisti" (il prossimo baluardo del cristianesimo in Italia sarà il "catto-leghismo"? e la Chiesa, cosa aspetta a farsi sentire? mah...); pronto ad inveire, quando arriverà il momento di attaccare genericamente "giornali" e "televisioni"  (come se a parlare non fosse il primo editore d'Italia); spudorato nel recitare la parte del difensore a spada tratta di una privacy non meglio definita, a discapito di trasparenza, legalità, ragion di Stato.
Ogni sua frase sarà una freccia avvelenata, che punterà prima a solleticare la simpatia di imprenditori e partite iva, poi a circuire gli spettatori televisivi (zoccolo duro del suo elettorato), poi a raggirare e ad annichilire l'opposizione.
A noi altri, non rimane che sperare che questi tre anni passino in fretta. Davvero in fretta.

AM

Pubblicato il 9/6/2010 alle 18.31 nella rubrica Giugno 2010.

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